256° anniversario nascita e battesimo della Serva di Dio M. Maria del Soccorso

Il Monastero Gesù Maria del Soccorso delle Monache Minime ha celebrato il 1º novembre la Solennità di Tutti i Santi in un clima di profondo raccoglimento e gioia. L’Eucaristia, segnata da una sobria solennità, è stata presieduta dal Rev.do Don Francesco Sánchez, parroco della Chiesa di Sant’Anna di Archidona. I canti della comunità Religiosa hanno accompagnato la liturgia, creando un’atmosfera di preghiera che invitava alla contemplazione e alla lode.

Quest’anno la solennità ha avuto un significato particolare per la comunità monastica, poiché coincideva con il 256º anniversario della nascita (30 ottobre 1769) e del battesimo (1º novembre 1769) della Serva di Dio Madre Maria del Soccorso Astorga Liceras, la cui causa di beatificazione procede con speranza. La presenza spirituale di questa sorella, tanto amata dalla comunità e da coloro che conoscono la sua vita e i suoi scritti, è stata percepita lungo tutta la celebrazione.

La liturgia è iniziata con una monizione introduttiva per invitare i fedeli a contemplare la grandezza della santità manifestata nella moltitudine immensa dei figli di Dio che già godono della sua gloria. È stata ricordata anche la figura di Madre Maria del Soccorso, la cui vita nascosta e umile fu una lode continua al Signore e una testimonianza viva della sua Bontà e Misericordia.

Durante l’omelia, il celebrante ha approfondito il senso teologico della Solennità di Tutti i Santi, sottolineando che questo giorno è allo stesso tempo memoria riconoscente e chiamata personale alla santità. Alla luce delle letture proclamate, ha presentato l’immagine della “moltitudine immensa” dell’Apocalisse, la dignità di essere figli di Dio secondo la prima lettera di San Giovanni, e il ritratto del santo tracciato da Gesù nelle Beatitudini.

In questo contesto, Madre Maria del Soccorso è stata evocata come un esempio luminoso di questa vocazione universale alla santità: donna semplice, dal cuore puro, totalmente fiduciosa nell’amore del Padre. Il sacerdote ha evidenziato come la sua vita, spesa al servizio delle sorelle come infermiera, rotara e portinaia, abbia incarnato le Beatitudini in gesti di umiltà, mansuetudine e misericordia, trasformando la quotidianità monastica in un vero “monte delle beatitudini”.

Al termine della celebrazione eucaristica, una monizione di ringraziamento ha invitato i presenti ad elevare il cuore al Signore riconoscendo la sua Misericordia riflessa nella vita dei santi, e in modo particolare in quella della Serva di Dio. Al Padre, fonte di ogni santità, si è pregato affinché tutti possano vivere ogni giorno con un cuore puro e fiducioso, camminando con speranza verso la santità alla quale sono chiamati.

La celebrazione si è conclusa in un clima di pace, di gioia  spirituale e di profonda riconoscenza. Ancora una volta, la comunità ha rinnovato il desiderio di imitare i santi e di lasciarsi guidare dall’esempio di Madre Maria del Soccorso, la cui vita continua a parlare al cuore di quanti cercano la bontà e la misericordia di Dio nella loro vita quotidiana.

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