Ricordo di Suor Maria Maddalena del Crocifisso

Giorno 21 febbraio a Todi, al Monastero delle Monache Minime di San Francesco di Paola, nel 266° anniversario dal suo pio transito, è stata ricordata Suor Maria Maddalena del Crocifisso. Una giornata che ha raccolto tanti fedeli per pregare insieme e farne memoria e nel silenzio della clausura che si apre alla preghiera della Chiesa, anche le monache minime.

La mattina la Santa Messa è stata celebrata da Don Alessandro Fortunati, che da anni studia e racconta la figura della Madre Fondatrice.

Suor Maddalena (Rieti, 1690 – Porto, Fermo, 23 febbraio 1760) nata come Emilia (Ersilia) Foschi, nobile, brillante, amante del bello e della vita elegante. Sposa, mamma di tre figli, inserita negli ambienti più raffinati del suo tempo. Poi il dolore: la morte del marito e di una figlia. E lì qualcosa cambia. Non resta chiusa nella tristezza, ma si lascia trasformare. Si converte davvero, lascia il lusso, sceglie i poveri, la penitenza, la preghiera. Dopo un’apparizione di San Francesco di Paola, nel 1746 fonda proprio a Todi il monastero tra le rovine della Rocca.

Nel pomeriggio la celebrazione è stata presieduta dal Postulatore Generale dei Minimi, padre Taras Yeher, insieme ai chierici dell’Ordine. Nell’omelia ha usato un’immagine forte: il giardino e il deserto. Nel giardino, come Adamo, l’uomo inizia a dubitare di Dio; nel deserto, Cristo vince la tentazione e ci restituisce la libertà. Il punto – ha detto – è proprio questo: quando iniziamo a sospettare che Dio ci tolga qualcosa, finiamo per cercare altrove felicità e sicurezza.

E qui la vita di Suor Maria Maddalena del Crocifisso diventa concreta e attuale. Anche lei ha conosciuto il “giardino” delle illusioni e il “deserto” della prova. Ma non è rimasta ferma. Ha fatto una scelta vera, visibile: una confessione generale, un cambio radicale di vita, una penitenza che però non diventava durezza verso gli altri. Anzi, quello che non teneva per sé lo donava ai poveri. La sua frase scritta sul letto — “Quando sarà che mi riposi in Dio” — sembra parlare ancora oggi a ciascuno di noi.

Padre Taras ha ricordato che la santità non è qualcosa di lontano o perfetto fin dall’inizio: è lasciare che Cristo vinca in noi. E quando questo accade, la nostra vita diventa luce anche per gli altri. Così è stato per la Madre: tante persone andavano da lei per confessarsi, per ascoltare una parola, per ritrovare Dio.

Al termine della celebrazione è stato rinnovato l’invito a visitare la sua cella, luogo semplice e potentissimo, dove oggi è sepolta e dove tanti continuano a pregare e a chiedere grazie. L’invito è per tutti: fermarsi, affidarsi, chiedere la sua intercessione.

E chi ha ricevuto grazie è incoraggiato a comunicarle per iscritto o a parlarne direttamente con le monache, perché le opere di Dio, quando vengono condivise, rafforzano la fede di tutti.

Una giornata così non è solo un ricordo, ma una spinta a chiederci: di cosa mi fido davvero? E dove sto cercando il mio riposo? E suor Maria Maddalena del Crocefisso, ancora oggi, come può diventare per noi una valida testimone valida ed autentica di questo affidamento filiale?

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